Moderazione e Spiritualità nell’Islam

Il cibo rappresenta il motore primario per la sopravvivenza umana e la fonte di energia che serve all’uomo per adempiere ai propri doveri di vicariato e adorazione nei confronti di Allah. 

Evidenze mediche confermano infatti che il fabbisogno effettivo dell’uomo per restare in vita è molto ridotto, per cui non è necessario mangiare abbondantemente, ma bastano piccole quantità per sopravvivere.

L’uomo è spesso sedotto dalla prelibatezza del cibo, il che lo spinge inevitabilmente oltre i limiti della moderazione. Il Creatore paragona chi vive al solo scopo di soddisfare gli istinti al bestiame:

“mentre i miscredenti godono e mangiano come mangia il bestiame” (Muhammad: 12)

Il Profeta ﷺ disse anche:

“Il credente mangia per un solo intestino, il miscredente mangia per sette”

il Corano invita a preservare la salute attraverso la moderazione e il rifiuto degli sprechi:

“Mangiate e bevete, ma senza eccessi”

(Al-A’raf: 31)

 

Il Corano ha anche illustrato come l’istinto del cibo abbia spinto Adamo a dimenticare il patto con Dio, come recita il versetto:

“Già imponemmo un patto ad Adamo, ma lo dimenticò e non trovammo in lui ferma risoluzione” (Ta-Ha: 115)

Adamo a causa del suo desiderio ha perso l’idea di mangiare le delizie del Paradiso, e così rischiano tutti gli uomini che eccedono. L’eccesso nel cibo genera infatti pesantezza e pigrizia nell’adorazione.

In un Hadith autentico il Profeta suggerisce che l’ideale sarebbe consumare solo lo stretto necessario per mantenere la salute:

«Sarebbero sufficienti per il figlio di Adamo pochi bocconi per tenere dritta la schiena.»

Tuttavia, riconoscendo la natura umana e il piacere del cibo, stabilisce una regola per equiliibrare nutrimento e benessere, prescrivendo di dividere lo stomaco in tre parti uguali:

«Se proprio deve mangiare di più, allora dedichi un terzo per il suo cibo, un terzo per la sua bevanda e un terzo per il suo respiro (anima).»

Nello specifico:

-Un terzo per il cibo: per soddisfare il nutrimento e l’energia.

-Un terzo per l’acqua: per facilitare il transito e l’idratazione.

-Un terzo per il respiro: l’elemento chiave. Lasciare uno spazio vuoto permette ai polmoni di espandersi senza sforzo e allo stomaco di digerire correttamente.

 

Questa disciplina non ha solo lo scopo di prevenzione medica, ma è volta alla cura dell’anima: un corpo appesantito ostacola la concentrazione nella preghiera e la lucidità mentale. In sintesi, l’insegnamento profetico ci ricorda che mangiamo per servire Dio, non viviamo per mangiare.

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