Khadija bint Khuwaylid, figlia di Khuwaylid ibn Asad ibn Abd al-‘Uzza ibn Qusay, appartenente alla tribù qurayshita dei Banu Asad, conosciuta con il soprannome di Umm Hind, Umm al-Mu’minin e la prima persona in assoluto a convertirsi all’Islam.
Nata quindici anni prima del celebre “Anno dell’Elefante”, Khadija si distinse per un carattere fermo, una profonda integrità e un’intelligenza fuori dal comune che la rendeva una guida autorevole tra la sua gente.
Non fu solo una donna di nobili natali, ma anche una delle figure più facoltose della Mecca; una ricchezza, la sua, che non tenne per sé, ma che mise generosamente a disposizione della comunità, sostenendo moltissime persone.
stata celebrata con diversi appellativi carichi di devozione AL-Tahira: La Pura.
Nisa’ Quraysh: La Signora delle donne dei Quraish.
Umm al-Mu’minin: La Madre dei Credenti.
Umm al-Zahra e Umm al-Qasim, in riferimento ai suoi figli.
• Il suo nome completo:era Khadija bint Khuwaylid ibn Asad, della nobile stirpe dei Quraish.
• Vide la luce alla Mecca intorno al 556 d.C..
• L’appellativo “La Pura”: Per la sua integrità morale e la rettitudine che la distinguevano, fu onorata dai suoi contemporanei con il titolo di al-Tahira (La Pura), a testimonianza di una condotta impeccabile e di una grazia rara.
• Khadija fu una mercante di straordinario successo, capace di amministrare un patrimonio ingente e gestire affari su vasta scala in un’epoca in cui il commercio era il cuore pulsante della Penisola Arabica.
• La sua reputazione non poggiava solo sulla ricchezza, ma su una rara combinazione di saggezza, intelligenza acuta e una gestione impeccabile dei propri affari. Era una figura rispettata per la sua lungimiranza tattica.
• Khadija ebbe l’intuizione di affidare la guida delle sue carovane a Muhammad ﷺ. In quel contesto professionale, rimase profondamente colpita non solo dalle sue doti lavorative, ma soprattutto dalla sua integrità (Al-Amin) e dalla sua assoluta sincerità, qualità che divennero le fondamenta del loro legame futuro.
• Fu la prima in assoluto a credere nel messaggio del Profeta ﷺ
• Consolò il Profeta ﷺ e gli diede forza nel momento in cui ricevette la prima rivelazione.
• Iddio le diede la lieta notizia del Paradiso.
Khadija bint Khuwaylid crebbe alla Mecca in una casa di onore e alto lignaggio tra la tribù dei Quraish, ricevendo una retta educazione fondata su valori e nobili costumi. Fu nota fin dalla giovinezza per castità e purezza, tanto da essere soprannominata “la Pura” (al-Tahira) per la sua condotta esemplare, la nobiltà d’animo e il suo distacco dalle cattive consuetudini.
Si distinse per saggezza, acume e forza di carattere; possedeva un giudizio retto e un pensiero maturo, qualità che la resero fonte di rispetto e fiducia tra la sua gente. Fu inoltre conosciuta per la sincerità e l’onestà nei rapporti con il prossimo; era generosa, dedita all’aiuto dei bisognosi e alla benevolenza verso i deboli, distinguendosi per umiltà e ottima educazione nonostante il suo alto rango.
Il primo marito di Khadija fu Atiq bin ‘Aidh al-Makhzumi, appartenente alla tribù dei Quraish e, nello specifico, al clan dei Banu Makhzum. Visse con lui per un periodo di tempo e da questa unione nacque un figlio (o una figlia); alcune narrazioni riportano che ebbe da lui una figlia di nome Hind. In seguito egli morì, lasciandola vedova.
Dopo la scomparsa del primo marito, sposò Abu Hala al-Tamimi, il cui nome era Hind bin Zurarah al-Tamimi. Da questa unione nacquero dei figli, tra i quali il più celebre fu Hind bin Abi Hala, noto per la sua minuziosa e profonda descrizione delle virtù e dei tratti del Profeta ﷺ in epoca successiva. In seguito, anche il suo secondo marito venne a mancare, lasciandola nuovamente vedova.
Dopo la morte dei suoi due mariti, rimase nubile per un certo periodo, dedicandosi ai suoi commerci e godendo di un immenso prestigio tra la sua gente. Quando ebbe prova della sincerità e dell’integrità del Profeta Muhammad ﷺ, fu lei stessa a proporgli il matrimonio. Le nozze furono celebrate dando inizio a un’unione fondata sull’amore e sulla compassione; ella lo sostenne incrollabilmente nella sua missione e fu la prima in assoluto a credere in lui.
Il matrimonio di Khadija bint Khuwaylid con il Profeta Muhammad ﷺ è considerato uno degli eventi più significativi della storia islamica; esso rappresentò un modello sublime di affetto, misericordia e intesa, esercitando un profondo impatto sull’inizio e sulla diffusione della missione islamica.
Il Profeta Muhammad ﷺ sposò Khadija all’età di venticinque anni, mentre lei ne aveva circa quaranta, ovvero circa quindici anni prima dell’inizio della sua missione profetica. Khadija era tra le donne più nobili dei Quraish per lignaggio, la più elevata per prestigio e la più facoltosa; era nota per la sua saggezza, il suo intelletto e il suo nobile carattere, operava nel commercio e assumeva uomini per gestire i suoi affari.
Quando la rivelazione discese sul Profeta ﷺ per la prima volta nella grotta di Hira, egli fece ritorno profondamente scosso da ciò che aveva visto; Khadija fu la prima a rassicurarlo e a infondergli serenità, restando al suo fianco per sostenerlo e credendo nella sua missione senza la minima esitazione. Non dubitò mai della sua sincerità, ma gli credette immediatamente, divenendo la prima persona ad abbracciare l’Islam.
Affrontò insieme a lui l’ostilità dei Quraish e le persecuzioni contro i musulmani, rimanendo paziente e incrollabile nonostante le immense difficoltà che la Missione incontrò nelle sue fasi iniziali.
Una delle più grandi testimonianze della sua pazienza e del suo sacrificio fu quanto accadde durante l’assedio dei Quraish contro i musulmani nello “Shi’b Abi Talib”, dove:
• Visse insieme al Profeta ﷺ e ai musulmani per tre anni in condizioni di estrema durezza.
• Sopportò la fame e la scarsità di cibo, nonostante avesse vissuto in precedenza una vita di grande agiatezza.
• Devolse la maggior parte dei suoi beni per sostenere i musulmani durante l’assedio.
Nonostante l’età avanzata, rimase paziente e costante, offrendo ogni sua sofferenza per la causa di Dio.
In virtù della sua straordinaria pazienza e del suo grande sacrificio:
• La lieta novella: Iddio le promise una dimora nel Paradiso.
• Eccellenza tra le donne: Divenne una delle migliori donne tra tutti i mondi.
• Il ricordo del Profeta ﷺ: Il Profeta ﷺ continuò a ricordare i suoi meriti e a lodarla anche dopo la sua scomparsa.
Tutto ciò testimonia la grandezza di quanto ella offrì per la causa dell’Islam.
La morte della nobile Khadija
Khadija si spense alla Mecca intorno al 619 d.C., tre anni prima dell’Egira del Profeta ﷺ verso Medina, all’età di circa sessantacinque anni. La sua scomparsa avvenne dopo anni di pazienza e privazioni, segnati in particolare dalle sofferenze patite durante l’assedio nello Shi’b Abi Talib; nonostante l’età avanzata, ella sopportò la fame, la malattia e la fatica, fattori che ne minarono la salute e ne indebolirono il corpo.
Il Profeta ﷺ provò un dolore immenso per la sua morte, poiché ella era la persona a lui più vicina e colei che più di ogni altra lo aveva sostenuto e confortato agli esordi della Missione: credette in lui quando la gente lo smentiva, lo consolò quando le persecuzioni si facevano feroci e offrì i propri beni per il trionfo dell’Islam. A causa del profondo cordoglio del Profeta ﷺ, l’anno in cui ella morì – insieme allo zio Abu Talib – fu chiamato **”L’Anno del Dolore”** (*’Am al-Huzn*).
Khadija fu sepolta alla Mecca, nel cimitero di al-Mu’allat. Il Profeta ﷺ continuò a ricordarla per il resto della sua vita con estrema devozione, lodandone i meriti e l’alto rango, in segno di gratitudine per i grandi sacrifici da lei compiuti per la causa dell’Islam.
AR
